27.10.2020Lombardia

La Lombardia punta su cereali e officinali per rivitalizzare l’agricoltura di montagna: il progetto CereAlp

Per rivitalizzare l’agricoltura di montagna è necessaria un’attività di formazione.

Per rivitalizzare l’agricoltura di montagna è necessaria un’attività di formazione e di ricerca applicata in grado di fornire supporto tecnico e formazione ai nuovi imprenditori che vogliono avviarsi sulla strada della produzione e della valorizzazione delle piante officinali, una filiera strategica per i territori montani, dato il collegamento vincente tra montagna e fitness. La Lombardia è una delle principali regioni italiane nella produzione di piante officinali e l’interesse è crescente, dato che negli ultimi anni le aziende che operano in questo settore sono incrementate del 41%.

Per questo è un segnale molto positivo quello che arriva con la notizia dell’approvazione lo scorso luglio, da parte di Regione Lombardia, del nuovo progetto Ge.S.Di.Mont. (il centro di ricerca per la montagna dell’Università degli Studi di Milano) intitolato CereAlp, per lo studio e alla valorizzazione delle buone pratiche per la coltivazione e la trasformazione di cereali alpini e piante officinali, inquadrato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Il progetto CereAlp ha l’obiettivo di divulgare conoscenze e buone pratiche inerenti alla coltivazione e la trasformazione di cereali alpini e piante officinali per formare coloro che già operano in questo settore e sono alla ricerca di aggiornamenti e innovazioni, ma anche informare coloro che per la prima volta vorrebbero avvicinarsi a queste realtà.

CereAlp è stato ideato dal gruppo di ricercatori con il supporto di alcune aziende agricole lombarde che operano nel settore delle piante officinali e cereali alpini, nonché dal Biodistretto Valle Camonica. Per fare rete e far sviluppare un territorio è importante unire le forze, e il ruolo di un’università è costruire e fornire conoscenza. Il progetto nasce con questa filosofia: fornire le nozioni (conoscenza delle risorse vegetali tradizionali, buone pratiche produttive, igiene degli alimenti, nuove regolamentazioni inerenti alle produzioni vegetali, ecc.) che potrebbero favorire la nascita di filiere sostenibili e di qualità quali quelle dei cereali e delle erbe officinali alpine.

L’innovativa idea di abbinare lo studio di specie di cereali alpini e piante officinali è dovuta sia a ragioni scientifiche che legate alla tradizione oltre che alla multifunzionalità delle aziende agricole montane. In passato le coltivazioni di cereali (Mais, Segale, Grano Saraceno, ecc.) erano un elemento fondamentale del paesaggio delle montagne lombarde e attualmente le aziende agricole che operano in territori montani sono multifunzionali e hanno un ruolo di salvaguardia ecosistemico e paesaggistico oltre che produttivo, dunque non è raro trovare realtà che oltre a produrre cereali producono anche piante officinali e altri prodotti vegetali (varietà antiche di ortaggi, piccoli frutti, ecc.). Spesso, inoltre, il confine fra queste due tipologie di risorse vegetali è molto labile. Da recenti studi condotti da UNIMONT è infatti emerso che alcune cultivar di cereali e pseudo-cereali della Lombardia, come il Mais Nero Spinoso di Valle Camonica o il Grano Siberiano Valtellinese, presentano nei loro semi un’elevata concentrazione di metaboliti secondari ad esempio con attività antiossidante. Tali varietà, oggi poco conosciute, rappresentano “nuove” risorse per l’avvio di filiere agro-alimentari e di prodotti nutraceutici unici e di qualità.

Il progetto CereAlp sarà un ottimo terreno di prova per capire quali sono le esigenze formative di chi, dall’agricoltore al ricercatore, lavora con i cereali e le piante officinali di montagna.

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