03.10.2019Lombardei

Valorizzazione dello Zafferano prodotto in Italia

Lo zafferano (Crocus sativus L.) è una delle spezie più costose al mondo, tanto da essere definita “oro rosso”.

I motivi che rendono tale spezia così preziosa risiedono nel fatto che per produrre pochi grammi di zafferano sono necessari centinaia di fiori da cui vengono prelevati gli stimmi (filamenti) attraverso un meticoloso lavoro manuale. La produzione di zafferano a livello mondiale è di circa 200 tonnellate annue e i principali paesi produttori/esportatori sono: Iran, Afghanistan e India. In Italia lo zafferano è tradizionalmente coltivato in Sardegna e Abruzzo. Negli ultimi anni la produzione di zafferano si sta diffondendo anche nelle altre regioni fra cui quelle del nord Italia e, nello specifico, i territori alpini ed appenninici. Oggigiorno, in Italia vengono prodotti circa 400 kg all’anno della preziosa spezia. Questa quantità non riesce a soddisfare la domanda interna. I punti di forza dell’implementazione dello zafferano sul territorio italiano risiedono nel fatto che la pianta si presta ad essere coltivata dalla pianura alla media montagna senza particolari esigenze pedoclimatiche e che, come evidenziato da recenti studi, è in grado di produrre una spezia dalla qualità eccellente.

Per questo motivo, presso il Centro di Ricerca Coordinata Ge.S.Di.Mont. – UNIMONT, polo di Eccellenza dell’Università degli Studi di Milano decentrato a Edolo (Valle Camonica) vengono svolte una serie di attività di ricerca, formazione e divulgazione, in collaborazione con enti nazionali e con enti regionali, tra i quali Regione Lombardia, volte alla valorizzazione della filiera dello zafferano italiano ed alla sua applicazione in ambito montano. Dal 2013 il CrC Ge.S.Di.Mont. conduce analisi della qualità dello zafferano italiano al fine di individuare le migliori tecniche agronomiche in grado di migliorare la qualità della spezia. Attualmente, il centro di ricerca analizza più di 150 campioni di zafferano provenienti da altrettante aziende agricole italiane, organizzando al contempo seminari e corsi teorici e pratici sulla produzione della spezia affinché possa essere conosciuta dalle piccole/medie aziende agricole come attività in grado di integrare il loro reddito.

Al fine di mantenere uno stretto rapporto fra produttori, ricercatori, tecnici, ristoratori e altre figure interessate alla filiera dello zafferano italiano, il CRC Ge.S.Di.Mont. ha recentemente creato un gruppo facebook (https://www.facebook.com/groups/zafferanoUNIMONT/) che attualmente annovera più di 650 membri.

Italian Mountain Lab – Ricerca e Innovazione per l’Ambiente e i Territori di Montagna

I territori montani hanno un ruolo e occupano una superficie rilevante a livello globale, europeo e nazionale. Le montagne ospitano circa il 22% della popolazione umana e forniscono beni e servizi ad almeno la metà dell’umanità: acqua, riserve di suolo, foreste, miniere, biodiversità, ambienti salubri, prodotti agricoli, tradizione e cultura, paesaggi straordinari che rigenerano, richiamano turisti e sportivi e contribuiscono al benessere delle persone. Nonostante ciò, le aree montane italiane, abitate da circa il 18% della popolazione nazionale, sono soggette a processi di abbandono e spopolamento, di gravità variabile, con distribuzione a macchia di leopardo nel Paese, ma complessivamente costantemente in atto a partire dagli anni ’50.

La marginalizzazione dei territori montani è frutto in primo luogo di un progressivo “abbandono culturale” conseguente alla concentrazione di forze e risorse nell’elaborazione e nel potenziamento di modelli di sviluppo basati su contesti differenti da quelli montani, poi calati anche in montagna, senza alcuna significativa efficacia e beneficio tangibile. La valorizzazione e lo sviluppo di questi territori presuppongono piuttosto l’applicazione di strategie basate sulle loro specificità e risorse.

Il progetto " Italian Mountain Lab " - Ricerca e Innovazione per l’ambiente e i territori di Montagna” – finanziato attraverso fondi FISR (Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - MIUR, si prefigge, capitalizzando l’esperienza dell’Università della Montagna – Polo di Edolo dell’Università degli Studi di Milano – centro di eccellenza che ha acquisito competenza ed esperienza nella ricerca, didattica, trasferimento tecnologico e networking in ambito montano, di potenziare gli sforzi e l’attenzione del mondo accademico italiano sulle necessità di ricerca, formazione e di collaborazione e coordinamento per lo sviluppo dei territori montani, in coerenza alle loro risorse e vocazioni.  UNIMONT, attraverso il progetto sostiene attivamente la collaborazione tra università, soggetti pubblici e privati, tra i quali Regione Lombardia, per avviare attività di ricerca, formazione e disseminazione, specifiche per la promozione di uno sviluppo dei territori montani, congiunte per la costruzione, anche in Italia, di un sistema coordinato e cooperante sui temi montani, capace di mettere a fattor comune competenze ed esperienze, diffuso sul territorio nazionale.

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