Presentati a ‘Casa Lombardia’, nella piazza della Regione, i numeri più significativi delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, riguardanti specificatamente il territorio della Lombardia.
All’evento ‘Valtellina, destinazione Giochi Olimpici’, sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’amministratore delegato e il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier e Giovanni Malagò. Hanno partecipato anche Fabio Grazioli (Azienda Promozione e Formazione Valtellina), Fabio Dadati (Camera di Commercio Como-Lecco), Dario Benetti (Architetto e Autore) e Marco Chiapparini (Valtellina Quality Agrifood District).
“I dati di questi Giochi Olimpici – ha commentato il governatore Fontana – vanno oltre le nostre più rosee aspettative. Abbiamo lavorato duro in questi anni e i risultati ci stanno riempiendo di orgoglio. Non sono contenti solo gli atleti, ma anche i tantissimi visitatori che hanno imparato ad amare la bellezza delle nostre montagne e l’efficienza della nostra organizzazione”.
Diffusi anche i dati sull’ospitalità: fra le strutture a disposizione di atleti e delegazioni, oltre al nuovo Villaggio Olimpico di Milano, anche 7 hotel (4 a Bormio e 3 a Livigno), per un totale di 2.600 posti letto e oltre 120.000 pasti serviti. Il 64% dei biglietti venduti per assistere alle gare olimpiche riguarda eventi e gare che si sono svolti in Lombardia.
“Numeri – ha aggiunto Fontana – che evidenziano il successo degli impianti sportivi regionali, ma anche l’unicità della nostra accoglienza. Sono particolarmente soddisfatto delle reazioni del pubblico che ha raggiunto le sedi delle gare e che ha potuto apprezzare il cibo, il calore e la capacità organizzativa della nostra regione”.
Per quanto riguarda gli spettatori stranieri, particolarmente significativo il dato riguardante la Valtellina, con gli Stati Uniti che fanno segnare il 27,5% delle presenze. A seguire la Svizzera (14,5%) e la Germania (11,4%). Il record degli statunitensi si conferma anche a Milano con il 24,4%, seguiti dai tifosi olandesi (10,3%) e dai tedeschi (9,2%).
