09.09.2019Bayern

Un progetto di ricerca lo dimostra: il camoscio sta bene – la Ministra Kaniber vuole realizzare delle stazioni di osservazione

Monaco di Baviera – Nelle alpi bavaresi quest’anno sono stati avvistati di nuovo numerosi camosci. I primi risultati di un progetto di ricerca avviato nel 2016 indicano dei livelli di popolazione stabili e vitali, come ha comunicato la Ministra dell’Agricoltura Michaela Kaniber a Monaco.

Per fare sì che escursionisti e turisti possano vedere più da vicino questi affascinanti animali, la Ministra vuole istallare delle piattaforme di osservazione nei boschi montani di proprietà statale. Le prime due saranno inaugurate in autunno a Wallberg e sulla Benediktenwand. “Chi rimane in silenzio e fa attenzione può scoprire preziosi scorci di vita e ammirare le grandi virtù di arrampicatori dei camosci”, afferma Kaniber. Non mancano tuttavia soggetti da vedere: secondo i ricercatori nelle montagne del Karwendel fra Vorderriß e Soiernkessel vivono più di 500 camosci.

Il progetto di ricerca viene portato avanti dall’Istituto Bavarese di Silvicoltura (LWF) insieme ai servizi forestali del Bayerische Staatsforsten di Bad Tölz e Ruhpolding, ed è affiancato da ricercatori di fama internazionale. In due aree modello rappresentative sulla Kampenwand e nel Karwendel i ricercatori effettuano rilevamenti con i dati delle tre specie di fauna selvatica tipiche dell’arco alpino bavarese, quindi cervi, caprioli e camoscio – servendosi di telemetria GPS, monitoraggio fotografico e censimenti anche con analisi genetiche degli escrementi di questi animali. Questo metodo innovativo permette, secondo gli esperti, di dare indicazioni più precise sulla dimensione delle popolazioni, la percentuale di individui femmine e maschi e la distribuzione geografica degli animali.

I dati secondo Kaniber saranno poi messi in correlazione con informazioni sulla gestione della caccia, la rinnovazione forestale o sul risanamento del bosco di protezione, così da dare a cacciatori e forestali uno strumento di aiuto. La Ministra spera di ricavarne utili input per un dibattito più tecnico sulle cifre di abbattimento troppo alte o troppo basse. Quest’anno il progetto è stato ulteriormente ampliato per poter rilevare anche l’impatto di un inverno particolarmente rigido. I risultati sono attesi dagli esperti per l’anno prossimo, tutto il progetto sarà concluso nel 2022.

Per informazioni dettagliate sul progetto di ricerca consultare l’indirizzo:

www.lwf.bayern.de/biodiversitaet/wildtiermonitoring_jagd

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