20.07.2026San Gallo

I gipeti si stanno insediando nel Cantone di San Gallo

Dopo la prima covata accertata di gipeto dello scorso anno, nel Cantone di San Gallo una coppia di gipeti ha nuovamente allevato con successo i propri piccoli.

Nella valle di Tamina è nato e ha lasciato il nido un giovane gipeto. Questa seconda covata riuscita dimostra che il gipeto si sta nuovamente insediando nel Cantone di San Gallo.

Con questa cova riuscita prosegue un andamento positivo. Già lo scorso anno, nella valle di Tamina, si era registrata per la prima volta una cova di gipeto nel Cantone di San Gallo. Ora, presumibilmente, la stessa coppia di genitori ha covato nuovamente. Il giovane uccello ha ormai imparato a volare e ha lasciato il nido.

Tra il 2010 e il 2014 il Cantone di San Gallo ha partecipato al progetto nazionale di reintroduzione del gipeto. All’epoca, nella valle del Calfeisen sono stati rilasciati in natura dodici giovani esemplari. Uno di questi era il gipeto Noel-Leya, che oggi è noto per essere il padre del giovane esemplare nato lo scorso anno. Si può presumere che la stessa coppia riproduttiva abbia nuovamente covato con successo. La seconda covata riuscita dimostra il successo del progetto di reintroduzione.

I gipeti difendono il loro nido dagli avvoltoi monaci

Durante il periodo di cova sono stati avvistati ripetutamente anche avvoltoi comuni nelle vicinanze del nido del gipeto. La coppia di gipeti ha reagito all’avvicinarsi dei capovaccaio, allontanandoli più volte dalla zona del nido. Gli esemplari presenti nei pressi del nido non hanno rappresentato un pericolo diretto per il giovane gipeto. Il fatto che la coppia di gipeti abbia ripetutamente allontanato i capovaccaio dimostra che difende con determinazione il proprio nido.

Oggi in Svizzera osservazioni di questo tipo non sono più un evento eccezionale. I capovaccaio soggiornano in Svizzera principalmente tra aprile e ottobre. Non nidificano nel nostro Paese, ma vi si recano in cerca di cibo. Gli esemplari avvistati sono per lo più uccelli non ancora sessualmente maturi, che vagano su grandi distanze. Secondo le stime della Stazione ornitologica svizzera, ogni estate in Svizzera soggiornano ormai diverse centinaia di capovaccaio. Dal 2012 gli avvistamenti sono aumentati notevolmente.

Evitare di disturbare il sito di nidificazione

Oltre alla diversità genetica ancora limitata della popolazione di gipeti nelle Alpi, i disturbi nei luoghi di nidificazione possono compromettere il successo riproduttivo. In particolare, i voli di elicotteri e droni, ma anche l’avvicinamento da parte di fotografi naturalisti, possono indurre gli esemplari adulti ad abbandonare il nido in modo temporaneo o definitivo.

I siti di nidificazione dei gipeti non vengono quindi resi noti per proteggere gli animali. Il Cantone invita la popolazione a rispettare le zone di quiete faunistica e le restrizioni di volo in vigore e a osservare i gipeti solo da grande distanza.

Reintroduzione del gipeto in Svizzera

In Svizzera, il progetto di reintroduzione del gipeto è guidato principalmente dalla «Fondazione Pro Bartgeier» e realizzato in stretta collaborazione con i cantoni. Sul sito www.bartgeier.ch è possibile seguire le vicende di tutti i gipeti che sono stati reintrodotti nella valle del Calfeisen.

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